domenica 26 giugno 2011

Sunday morning e pancakes



Oggi la voglio prendere come una giornata di totale riposo. Quelle in cui non si ha voglia di fare niente e non si ha voglia di sentire nessuno. Quellle in cui si fa solo quel che si ha voglia di fare. E quelle in cui se ci si sveglia e se si ha voglia di provare a fare per la prima volta i pancake, li si fa. Questa mattina mi sono svegliata con voglia di pancake. Cosa inaspettata e motivo per cui di sciroppo d'acero nemmeno l'ombra in casa.
Mi appello alla mia amica Polette: saresti fiera di me, la marmellata però della nonna di tuo marito non ce l'avevo e nemmeno lo sciroppo di dattero che avevi comprato per sbaglio quella volta che ci avevi preparato i tuoi mitici pancakes insieme ad Inbar con il pancione!
Chiudo parentesi e vi do la ricetta, sono venuti tali e quali a quelli che mi sono sparata con Nunzia l'ultimo giorno che siamo state a NY, in quel postaccio dove di sicuro nel retrobottega il cuoco danzava con le pantegane, ma dove ci avevano servito dei pancakes spettacolari.
Anche se sono sicura che Erika avrà da ridire su questa ricetta, perchè dirà che in Italia non si possono fare i pancake, per difficile reperibilità di baking powder. Vabbè, ho usato il pan degli angeli... :-)

Ingredienti (per circa 8 pancakes)
200g di farina
mezza bustina di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di sale
20g di zucchero
2 uova
15 ml  di olio di semi di girasole
250ml di latte parzialmente scremato
una nocina di burro per la padella

Preparazione
Setacciate in una bastardella farina e lievito, quindi aggiungete sale e zucchero e mescolate. A parte sbattete leggermente le due uova, e unitele agli ingredienti secchi, insieme a latte e olio. Amalgamate il tutto benissimo con una frusta a mano, in modo che non rimangano grumi. Una volta pronto  l'impasto, ungete con una nocina di burro un padellino del diametro di circa 15cm, fatelo riscaldare sul fuoco, quindi versate un paio di mestolini di impasto, facendolo ben distribuire su tutta la superficie. Cuocete ciascun pancake prima su un lato, e poi sull'altro, come si fa con le crepes. Mangeteli caldi o tiepidini. A piacere potete accompagnarli con sciroppo d'acero, marmellata, frutti di bosco, nutella, cioccolato... insomma, come li preferite.

sabato 25 giugno 2011

Siamo alla frutta

E d'accordo, lo dobbiamo ammettere: siamo alla frutta. Per due ordini di ragione: il primo dovuto ad una doverosa dieta che precede la prova costume (mare, quanto sei vicino!!); il secondo perchè il tempo di cucinare manca sempre più, e ci arrabattiamo con pasti frugali, rapidi ed indolori, prima di una sana doccia ed una meritata dormita. Devo dire che sono stanchina, ed anche un po' esaurita in questo periodo, però ho l'adrenalina sempre in circolo, e non voglio fermarmi. Soprattutto non riesco a fermarmi in cucina, anche se c'è quel bel panetto di burro in frigo che mi grida "cookieeees" e quelle belle ciliegie e che mi sussurrano "clafouuuuutis" e la marmellata di fichi che mi chiede "frollaaaa" e l'ananas... beh, l'ananas non può dire niente, ormai è il mio migliore amico. Nate l'altro giorno mi ha detto che mi associerà per sempre ai pineapples, che in Italia sostiene siano più buoni che in Us, anche se arrivano tutti dalla magica Costa Rica.
In realtà c'è un altro motivo al momento che mi rende poco partecipe al cibo, e cioè che sono stata via 5 giorni e mi sono trangugiata cibo americano doc a manetta: ovvero quello che la gola e il palato dicono "buonissimo" e il fegato e lo stomaco dicono "risparmiaci". Quindi dall'entusiasmo del "voglio mangiare un hamburger gigante con mille patatine e litri di ketchup" dato dalla prima sera in cui sono arrivata, sono passata alla seconda sera dicendo " che mangio? vabbè, hamburger con onion rings" e alla terza sera "dai, almeno una bistecca che è un poco più salutare, magari con qualche verdurina", ed infine all'ultima sera "eh vabbè, è l'ultima sera, che non mi mangio un bell'hamburger??". quindi di carne non voglio sentir parlare per un pochino... e di dolci... mamma che buoni, ma quanti grassi e calorie avrà contenuto un solo angolo di cupcake al cioccolato? o di torta al limone? o di pancake annaffiato da doveroso sciroppo d'acero? Ovviamente il motto è "chissenefrega, mangiamoci su subito e pensiamoci in un secondo momento".
Dalla magica scatola del Magnolia Bakery...

Cupcake al cioccolato

Torta di crema al limone
Pancakes con sciroppo d'acero

mercoledì 22 giugno 2011

Le perfette senza glutine - savoiardi

Pane: finito.

Fette biscottate: finite.

Biscotti: non pervenuti.

Troppo tardi per passare in farmacia, nessuna voglia di andare al supermercato. E allora cosa mangio domani a colazione? Frollini? Troppo burro, devo limitare i danni in vista del mare, ci vorrebbero dei biscottini leggeri…ma certo i Savoiardi! Così finalmente uso il libro de La Durée che è già da più di un anno parcheggiato a prendere polvere nella libreria. Però non mi va di usare i mix di farine che compro in farmacia, per renderli ancora più leggeri questa volta provo ad usare la farina di riso. Faccio a pugni con il mio francese ormai decisamente arrugginito e finalmente inforno…buoni, leggeri, e caspita sembrano veri!!! Provate anche voi:


Ingredienti

60gr farina di riso*

60gr fecola di patate*

5 uova

125gr zucchero

30gr zucchero a velo*

*controllate che non contenga glutine e non sia prodotto in stabilimenti che trattano anche prodotti con il glutine


Preparazione

Unite la farina di riso e la fecola e setacciatele. A parte montate in un recipiente i tuorli con metà dello zucchero (65gr) e in un altro i bianchi a neve ben ferma con l’altra metà dello zucchero (60gr). Incorporate delicatamente i tuorli alle chiare, quindi unite poco alla volta la fecola con la farina di riso.

Con un sac a poche formate i biscotti sulla carta forno, spolverizzateli di zucchero a velo 2 volte a distanza di 10’. Infornate per circa 10’ a 170°.


sabato 18 giugno 2011

Cena al buio

Qualche sera fa ho vissuto un'esperienza davvero particolare: una cena al buio. Avevo sentito parlare di questa attività, organizzata dall'Istituto dei Ciechi di Milano, già da diverso tempo e l'altra sera si è presentata l'occasione di prendere parte a una di queste cene.

Riuscire a raccontare tutte le emozioni e le sensazioni provate sembra davvero impossibile, è stata un’esperienza intensa e in un certo senso complessa, e ne sono uscita con la convinzione che tutti dovrebbero viverla.
Prima di entrare nella sala ero tranquilla e incuriosita, pensavo che sarebbe stato difficile mangiare, capire cosa c'era nel piatto, magari avrei dovuto usare il coltello....
Poi è iniziata l'avventura al buio: in fila indiana ci siamo diretti verso i tavoli affrontando un percoso in totale oscurità, siamo stati guidati al tavolo e anche al nostro posto da Marinella, nostra guida per tutta la serata, e li abbiamo aspettato. Pensate a quando uscite a cena, qual è la prima cosa che fate quando vi sedete al tavolo? Io personalmente mi butto sul pane o mi verso da bere, ma l'altra sera neanche ho pensato che sul tavolo ci potessero essere il cestino del pane o dell'acqua. Semplicemente aspettavo con gli occhi sbarrati cercando di cogliere la minima luce.
Poi al nostro tavolo sono arrivati vino e antipasti, non vi dico quant'è stato difficile inforcare le due olive ascolane che ho riconosciuto dal profumo ;-), capire se stavo avanzando qualcosa o se avevo finito tutto e soprattutto capire quanto vino avevo versato nel bicchiere.
Tutte le altre portate si sono susseguite devo dire senza intoppi, ma devo ammettere che lo stato d'ansia crescente nel quale mi sono trovata mi ha impedito di gustarmi la cena. E pensare che al buio pensavo di concentrarmi di più sul profumo e sul gusto...