martedì 30 novembre 2010

Carciofi alla romana

Sempre Laura Ravaioli docet... e chi potrebbe spiegare meglio di lei come si fanno i carciofi alla romana? Devo dire che mentre glieli vedevo preaparare in tv mi sembravano semplicissimi, poi, vuoi un po' la fretta, vuoi altre cose che stavo facendo contemporaneamente, mi sono ritrovata a fare un po' di pasticci.... eh vabbè, il risultato c'è stato comunque, questo l'importante, giusto??

Ingredienti
4 grossi carciofi
sale q.b.
pepe q.b.
2 testine di aglio
mentuccia q.b.
acqua e olio q.b.

Preparazione
Mondate i carciofi accuratamente: eliminate gran parte del gambo e pulitelo raschiandolo con il seghetto del coltello, togliete le foglie esterne più dure, seghettate la testa di ogni carciofo in modo da rimuovere le spine e con le dita allargate il foro in mezzo, accertandovi che non ci siano spine. Sciacquateli e adagiateli in una bacinella con dell'acqua e il succo di un limone in modo che non prendano strani colori e dopo passatevi un limone sulle dita delle vostre mani: questo passaggio è molto importante, se vi dimenticate di farlo avrete delle poco simpatiche dita nere nel giro di pochissimo!
In una ciotolina macinate sale e pepe ad occhio, unitevi le testine di aglio fatte a metà ed infine aggiungete la mentuccia spezzettata grozzolanamente: questo sarà il vostro ripieno. Prendete quindi i carciofi ed infilate il trito con un pezzetto di aglio in ciascun carciofo nella cavità che avete allargato in precedenza con le dita. A questo punto riempite una casseruola non troppo larga con metà quantità di acqua e metà di oli o (così dice la Ravaioli, ma io ho messo più acqua che olio!) ed adagiate i carciofi a testa in giù, cercando di farli stare uno di fianco all'altro ben vicini per non farli cadere. Il gambo dovrà rimanere all'esterno del liquido. Salate e pepate all'esterno. Coprite i carciofi, quindi i gambi, in superficie con della carta forno e chiudete la casseruola con il suo coperchio. La carta forno serve per tenere uniti i carciofi e per far trattenere il vapore che poi cuocerà i gambi rimasti esterni all'acqua. Mettete la casseruola sul fuoco, portate ad ebollizione e abbassate quindi la fiamma al minimo. Lasciate cuocere così i carciofi per circa una mezzora, o per il tempo necessario per ottenere la consistenza desiderata dei vostri carciofi.

sabato 27 novembre 2010

Maledetti babà della domenica...


Io credo che talune volte la mia stanchezza si evinca dal tipo di foto che faccio, come in questo caso. Ma vi giuro che non ne potevo più. Tutto è cominciato quando la domenica mattina in oggetto ho deciso di dichiarare guerra al lievitino per fare i babà. Aveva deciso di non lievitare. Panico: non mi era mai successo prima che qualcosa non lievitasse. Maledetto, non poteva di certo vincere lui. E quindi è cominciata l'epopea di quella giornata che sarebbe dovuta essere di riposo, ma che in realtà si è tradotta in gran tour de force. Perchè? Ma perchè i babà sarebbero stati il dolce del pranzo della domenica. E alle 12 mi sono definitivamente arresa all'idea che quel miserabile lievito non sarebbe mai lievitato. Ergo: si palesa l'esigenza di realizzare nel giro di un'ora un altro dolce. E in quella circostanza mi sono cimentata nella torta con tantissime mele della Ravaioli, e siccome non volevo avere per il pranzo della domenica una semplice torta di mele, nonostante sia il mio dolce probabilmente preferito, mi sono messa a fare anche una cremina pasticcera di accompagnamento. E vabbè. Aggiungo che quella stessa mattina, parallelamente ai babà avevo preparato il pane fatto in casa. E il ragù per le tagliatelle. E sapevo anche che avrei voluto preparare prima di sera una torta per il compleanno della Paolina che sarebbe stato il giorno dopo. Ricapitolando. Dopo aver finito di pranzare e dopo aver lavato i piatti (lo so, sembro Cenerentola, ma i piatti mi piace proprio metterli in lavastoviglie e lavare quelli che non ci stanno, ognuno ha le proprie deviazioni), mi sono messa a fare i babà, il cui impasto avevo già preparato con un altro lievitino prima di pranzo. Dalla cucina quel giorno sono uscita alle 19 di sera, dopo averci messo piede la mattina alle 9.30. Sono davvero una cretina. Nervi a fior di pelle, non vi dico. Ma se non altro la soluzione "mille cose da preparare" sortisce sempre il desiderato effetto "non pensare troppo", e quindi la prendo con filosofia considerando questo come lato positivo.

Ingredienti (per una ventina di babà)
250 g di farina manitoba
125 g di burro
40 g di latte
25 g di zucchero
12 g di lievito di birra (oppure usate il lievito di birra in polvere Mastro Fornaio che è molto meglio!)
3 tuorli
la scorza grattuggiata di un limone
1 pizzico di fior di sale

Bagna e guarnizione
250 g di zucchero
500 ml di acqua
100 ml di rum bianco
una confezione piccola di panna montata
ciliegie candite

Preparazione
Preparate un lievitino con 150 g di farina e il lievito sbriciolato, sciolto in 85 g di acqua tiepida (se è il lievito in polvere aggiungetelo alla farina direttamente senza farlo sciogliere nell'acqua); fate lievitare il lievitino per circa 30 minuti, poi raccoglietelo in una ciotola insieme con il resto della farina (100 g), un pizzico di sale, lo zucchero, la buccia grattugiata di un limone, i tuorli, il burro ammorbidito a temparatura ambiente ed il latte. Lavorate l’impasto a lungo, finché risulterà omogeneo ed elastico; tenetelo a lievitare coperto, in luogo tiepido, finché sarà raddoppiato di volume, poi lavoratelo brevemente nella stessa ciotola dove l'avete lasciato riposare e dividetelo in quantità uguali nei relativi appositi stampini (io uso quelli in silicone, favolosi!, se invece avete quelli in alluminio, imburrateli ed infarinateli). Fate lievitare ancora 30 minuti, poi infornate gli stampini a 170° per 30 minuti circa. 5-10 minuti prima del tempo finale di cottura previsto, preparate la bagna - che al momento di tuffarci i babà dovrà ancora essere bella calda - facendo sciogliere in una casseruola lo zucchero nell'acqua, ed una volta sciolto lo zucchero, aggiungete la quantità di rum. Sfornate e sformate quindi i babà e, ancora caldi tuffateli nella bagna preparata. Fateli sgocciolare su una gratella per dolci, intanto montate fermissimamente la panna, fate un taglio a metà a ciascu babà e con l'aiuto di un sac a poche con una puntina zigrinata riempite i babà di panna ed infine guarniteli a piacere con una mezza ciliegia candita.

mercoledì 24 novembre 2010

Pomodori grappolo ripieni


Questo è un contorno jolly, si prepara in quattroequattrotto, ed è sempre gustoso sa mangiare. Il ripieno è variabile a seconda dei gusti e degli ingredienti disponibili: pangrattato parmigiano e aglio, composto a base di tonno, olive e pangrattato... e così via, ci si può sbizzarrire. Io questa volta li  ho preparati così.

Ingredienti
10 pomodori grappolo, grandi e maturi
2 cucchiai di pangrattato
6 cucchiai di parmigiano
una sottiletta (o formaggio a fette a vostro piacere)
sale q.b.
olio q.b.

Preparazione
Lavate i pomodori, eliminate la loro calotta e svuotateli dei semi al loro interno. Preparate il ripieno, mescolando in una ciotola il pangrattato, il parmigiano e poco sale. Disponete i pomodori in una pirofila e riempiteli con il ripieno preparato con l'aiuto di un cucchiaino. Versate su ciascun pomodoro un goccino di olio e versate nella pirofila un dito di acqua per evitare che i pomodori si attacchino durante la cottura in forno. Infornateli in forno già caldo a 220° per circa 20 minuti e poco prima di levarli del tutto dal forno, dividete una sottiletta ed adagiatene un pezzetto su ciascun pomodoro. Rimettete quindi la pirofila in forno per circa due minuti in modo da far sciogliere il formaggio in superficie.

giovedì 18 novembre 2010

Torta di carote, un'altra



Quando preparo la torta di carote solitamente la preparo con un solo obiettivo, e cioè pensando che possa far piacere a mio fratello, trattandosi della sua torta preferita. Quindi, se lo vedo un po' giù,  metto sul tavolo carote e mandorle e mi armo di santa pazienza. Sì, perchè in fin dei conti bisogna essere davvero ispirati per farla, la torta di carote è semplice quanto lunga da preparare: pela le carote-trita le carote, pela le mandorle-tosta le mandorle-trita le mandorle.... Insomma, uno deve metterci un po' di tempo in conto.
Questa torta è diversa rispetto alla classica postata tempo fa (la trovate qui), la ricetta l'ho trovata sul Cucchiaio d'oro, e rendendomi conto che era pressochè simile se non per un piccolo dettaglio di dosi rispetto a quella che tempo fa mi aveva dato la mia amica Chiara delle Sorelle in pentola, ho deciso di seguire direttamente la ricetta della Chiara, una vera assicurazione. Provatela, perchè è fantastica.

Ingredienti
4 uova
400 g di carote
250 g di mandorle
60 g di farina
250 g di zucchero
la scorza grattugiata di un limone
½ busta di lievito

Preparazione
Tritate insieme le mandorle e lo zucchero. Quindi, lavate, sbucciate e grattuggiate le carote ed aggiungetele al mix di mandorle e zucchero. Aggiungete una parte volta lel uova ed mescolate con una frusta a mano. Infine unite la farina setacciata con la mezza busta di lievito e la scorza grattuggiata del limone. Amalgamate il tutto e versate il composto in uno stampo rivestito da carta forno (io ho usato uno tortiera del diametro di 26 cm, ma nulla vi vieta di utilizzarne una più grande da 28 cm se preferite la torta più bassa). Infornate in forno già caldo a 180° e cuocete per circa 30 minuti.